Nello zaino di… Luca Gianotti

Rubrica a cura di Massimo Montanari

ciao a tutti amici, camminatori facenti parte della grande famiglia della Compagnia dei Cammini!

Con l’imminente avvicinarsi della camminata-evento che vede tutte le guide percorrere la via di Stade e i sentieri del Pratomagno per scendere a Firenze, vogliamo farvi partecipi dell’evento in un modo più profondo, intimo se volete.

86Un viaggio evento di questo genere mette in evidenza le guide in quanto persone, coloro che durate l’anno accompagnano, questa volta si accompagnano o se vogliamo vengono accompagnati a vicenda.
Fatto curioso se vogliamo, ma davvero originale.
Le guide sono prima di tutto persone, ed è giusto che si mettano sempre in discussione.
Affronteranno questo cammino dalla parte del camminatore senza dover condurre un gruppo.
Ritorno alle origini si direbbe visto che ogni guida è stato prima di tutto,  dal primo passo… un camminatore
Poiché anche chi scrive lo è, sottolineo come stavolta ci mettiamo tutti dalla parte dell’accompagnato.

Con questo viaggio ci conoscerete meglio, e forse scoprirete un lato semplicemente umano e diverso di noi, scoprirete che anche noi facciamo fatica, sudiamo, siamo e restiamo umani anche dopo una sudata, una fatica condivisa un attimo di scoramento che tutti noi umani abbiamo.
Il lato umano della guida parte dalle piccole cose.
Feticci, amuleti preghiere, sogni e illusioni, è per questo che restiamo umani.
Siamo privilegiate noi guide perché facciamo un lavoro bello, tremendamente bello, talmente fantastico che lo facciamo sempre, non smettiamo mai di farlo.
Questa volta abbiamo deciso di non essere guide e per nove giorni, di essere guidati da noi stessi.
Siamo una grande famiglia e in famiglia si parla, si dicono le cose e i panni si lavano insieme.
Quindi vivremo itineranti nelle nostre parole che serviranno a fare ancora più grande e bella questa nostra/vostra compagnia.
Dal cammino nasceranno idee consigli, ne usciremo tutti più forti nella bellezza di una convinzione che ogni cammino ha una sua storia che va raccontata per poterla donare agli altri.
Allora scopriamo un lato delle guide che nessuno vede

Cosa si nasconde nello zaino di…

Lo zaino delle guide della Compagnia dei Cammini: il lato segreto dell’accompagnatore.
Quello che  i viaggiatori non vedono, quello che vorrebbero vedere e sapere,
perché da uno zaino… si vede chi è che lo porta.
Dentro di esso si respira l’anima del camminatore
E ora questo lato intimamente fragile e al contempo misterioso è qui. Sulle lettere scritte di una curiosità tangibile.
Seguiteci in questo viaggio nell’armadio portatile del pellegrino camminante, il diario delle cose sacre

Anteprima viaggio, oggi scopriamo lo zaino di: Luca Gianotti

Lo zaino di Luca è ordinato, silenzioso e dove si appoggia rimane.
Ha una capienza moderata, sufficiente e parca.
È profondo, è uno “Deep zaino”
Dentro troviamo:

  • una foto ricordino di Alex Langer
  • il libro “l’arte del camminare” che funge anche da oggetto sacrificale per il saluto al sole del mattino
  • un catalogo della Flora (serve per esorcizzare i malanni in caso sia finita la crema preposta)
  • il ciuccio di Giacomo, perché chi è papà lo sa. Una ciucciatina di nascosto la si dà volantieri. Non cresceremo mai!
  • un sacchetto di ceci (si narra che Gianotti sparga i legumi in terra nell’ultimo metro di ogni viaggio per arrivare in ginocchio alla meta, da vero pellegrino deep)
  • un vasetto di yogurt greco solo rigorosamente di Creta
  • una foto di tutte le guide della Compagnia dei cammini, perché… chi è papà (di tutti ) fa cosi!
  • una mini motosega elettrica per tagliare il bastone giusto nel viaggio giusto, e giusto per non tagliare rami verdi (giustissimo!)
  • una foto ricordo (ingiallita) di lui e Caudio Ansaloni quando frequentavano i sentieri modenesi e avevano i capelli alla Vasco anni 80 ed erano fighi sborroni
  • una fetta di salame pietrificata datata 18 luglio 1982, ultimo giorno in cui il buon Luca ha smesso di essere vero emiliano e si è dato alla verdura per sempre. Oggetto e monito a ricordo del rapporto simbiotico col maiale, reciso con saggezza e dovere di lungimiranza per le guide future
  • la tessera della biblioteca di Scandiano (la dove tutto ebbe inizio)
  • un CD con l’intervista di Stefano Ardito dove lui viene chiamato “l’uomo degli asini” ma che non fa vedere a nessuno perché sa che io ci rimango male.
    Perché IO sono l’uomo degli asini, IO.
  • Una chiavetta USB con i consigli della Fabiana perché dietro a ogni uomo guida c’è per fortuna una guida donna che sa dove farlo andare.
  • E infine un sogno nella tasca esterna laterale sinistra: c’è scritta una percentuale: è riferita al numero di persone che ha scelto di camminare nel 2020 preferendo questa attività allo spostamento in auto, è una cifra altissima ma si sa, i sogni sono fatti per esagerare.

Ciao a tutti e… al prossimo zaino

Ps, aspettate che inizi il cammino; devo sbirciare, toccare frugare, annusare gli zaini per poter scrivere il contenuto!

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Barney
    Nov 10, 2013 @ 14:36:28

    Wahahahahahahah….esilarante, buona strada a tutti!!!

    Rispondi

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