Nello zaino di… Claudio Ansaloni

Rubrica a cura di Massimo Montanari

Claudio e MassimoLo zaino di Claudio Ansaloni ha il sapore di sale, di mare e cielo blu come i viaggi che propone; uno zaino marinaro ma anche di montagna perché il blù di sotto e quello di sopra spesso si toccano.
È uno zaino particolare, ci sono attaccate le cozze di Madeira.
Quando lo appoggia a terra getta l’ancora che esce dalla tasca dove solitamente gli altri zaini hanno  la copertura parapioggia.

Lo zaino di Claudio ha le pinne
Ci sono dei soldi-ni
Nella tasca sinistra c’è un sanpietrino di piazza Grande perché chi è nato in Emilia sa che ci sono sempre i portici da qualche parte si guardi l’orizzonte

Se lo apri, dentro ci trovi:

  • un cappello da Captan Findus, perché chi ha una barca è sempre un capitano
  • un sestante, che fa più figo del GPS, anche se non serve
  • un paio di cottole per cuocere i granchi in mancanza dei borlenghi (chi è emiliano lo sa)
  • una rete da pesca ma senza pesca perché nella pianura zanzarosa crescono meglio le albicocche
  • una foto ingiallita di una delle avventure con Luca Gianotti quando erano Ambrogini (seguaci di AmbrogioFogar)
  • (un memento)
  • una cartolina di Canal Grande perché c’era un canale a Modena ed era anche grande, e allora lo si poteva solcare con la barca, perbacco!
  • una tessera ad honorem della “combriccola dei mariani di foresta”
  • un libro di Sepulveda perché chi va a navigare è sempre seguace di un modo di leggere errabondo e intonso di avventura. Lui legge romanzi d’amore anche se non è vecchio perché il mare è un amore grande
  • una scatola di tonno di Favignana (ma lo spaccia per grasso per scarponi) chi va in mare sa che deve tenere dei segreti. In caso di naufragio lui sopravvive con quella scatola
  • un Cd di Fabrizio De Andrè: “Creuza de ma” la mulattiera per il mare pare sia stata scritta per lui; così narra (i miti si creano anche così, bisogna spararle grosse)
  • una foto taroccata che lo ritrae in posa scultorea con capelli al vento e lampadato in viso perché uno skipper è sempre un po come un bagnino di Cesenatico, le donne lo sognano
  • nella tasca interna un pezzo di corda con un nodo (infinito) che lo lega a vita a Manuel Lugli e Luca Gianotti (una sfiga colossale) i tre moschett-ieri (ma anche domani)
  • insomma i moschettoni che furono, ma anche quelli che sono ora; anelli d’acciaio di mare e di monti perché un moschettone ti attacca sempre da una qualche parte.
  • una cartolina della casetta del nonno di Heidi perché dopo aver solcato i mari vuole fare il nonno alle pecore valdostane
  • la targa della Land Rover perché una jeep che ti porta ad attraversare l’Africa per due anni diventa un tuo amore segreto
  • la domanda di partecipare all’Isola dei Famosi ma lo potrà fare solo quando si autoespellerà dalla Compagnia dei Cammini, perché anche IO glielo impedirò!
  • un editto dell’Abate di Nonantola del 1058 che attesta la sua investitura da “partecipante”. Una storia incredibile. Chiedeteglielo perché non è da tutti
  • e infine un sogno nella tasca centrale, un viaggio insieme ai miei asini, non il famoso “Asino che vola” ma il fantastico “Asino che Vela”
    Chissà, gli zaini sono fatti per unire.
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