La sensualità delle rocce (19 novembre)

Alberto Liberati è una guida che ama particolarmente rocce e sassi, al punto di vederne la sensualità. Ogni giorno condividerà la roccia del giorno, la roccia più sensuale.

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… e improvvisamente, dietro, in giardino, sassi che chiudono altri sassi …

Oggi, 20 novembre: buongiorno

Rubrica a cura di Mauro Agliata

Bambini che parlano

Oggi è il Giorno dell’infanzia.
Esco a camminare e incrocio una bimba di due anni, o poco più, quell’età in cui siamo tutti pagani.
La bambina arriva saltellando, salutando l’erbetta: “Ciao, praticello! Buon giorno, praticello!”
Poi si ferma ad ascoltare gli uccelli che cantano su un albero. E li applaude.
E a mezzogiorno di questo giorno, un bimbo di circa otto anni, forse nove, mi porta a casa un regalo.
E’ una cartellina piena di disegni.
Il regalo viene dagli alunni di una scuola di Montevideo, del quartiere del Cerrito de la Victoria. E il giovane artista me lo offre spiegando: “Questi disegni siamo noi”.

Buona notte del 19 novembre

Rubrica a cura di Mauro Agliata

Luigi cade nei rovi,
Gigi scappa nel fango
Il cammino è cominciato.

Diario del 19 novembre

Ore 6.30. Dalla massa di sacchi a pelo escono i corpi assonnati dei viandanti. Occhi rossi, occhiaie profonde, piedi ansiosi di battere il selciato. Ristorati dal duro ma accogliente pavimento della casa di pesca dell’associazione Tre Ponti al Podere “La Fonte”, a Santa Sofia, facciamo colazione, mentre la luce del giorno avanza. La partenza per un viaggio a piedi someggiato – cioè con l’ausilio di quattro asini che portano parte del bagaglio – richiede tempi lunghi. Lentamente la carovana prende forma: si mettono i basti, si legano le borse, una piccola folla di escursionisti si raccolgono fuori dal rifugio.
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Le stesse persone le avevamo incontrate la sera prima, alla sede del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi e alla conferenza stampa di presentazione del viaggio della Compagnia dei Cammini, in una sala del comune di Santa Sofia di Romagna. Viaggio che ha lo scopo di far conoscere la via Romea germanica di Stade, un antico percorso di pellegrinaggio che dalla Germania portava a Roma. Si tratta di un percorso alternativo a quello più classico della via Francigena, e che ha una grande potenzialità perché molto interessante per i viaggiatori a piedi che dal nord Europa vogliono raggiungere la capitale della Cristianità o semplicemente conoscere in modo lento il nostro paese e la sua storia.
La via di Stade è una via antica, testimoniata dal XIII secolo, è stata riscoperta grazie a un gruppo di persone del territorio, ci raccontano il sindaco di Santa Sofia, Flavio Foietti, Rodolfo Valentini, presidente dell’associazione Via Romea germanica di Stade in Italia e Nevio Agostini, dirigente del Parco Foreste Casentinesi. La via Romea di Stade è un progetto che nasce dal basso, e che con poche risorse e grazie al lavoro di un gruppo ristretto di pochi volontari ha al suo attivo un tratto interamente segnato in provincia di Forlì-Cesena, una carta escursionistica in scala 1:25.000, e trattative in corso con le strutture ricettive sul percorso per un’adeguata accoglienza degli escursionisti.
Il gruppo in viaggio, composto da 13 guide dell’associazione escursionistica La Compagnia dei Cammini, quattro asini – Olga, Ginevra, Gigi, Gastone – e gli accompagnatori locali, ha affrontato le prime dolci salite dell’Appennino romagnolo, tra campi di erba medica, tracce di antiche siepi e piantate, toccando cascine sparse e quei classici luoghi accoglienti che sono le trattorie di campagna: in particolare “La Nocina” e l’agriturismo S. Uberto

I camminatori di oggi sono:
Massimo Montanari, Eugenia Dallaglio, Rodolfo Valentini, Alberto Liberati, Cesidio Pandolfi, Nanni Di Falco, Luca Gianotti, Luca Maria Nucci, Roberta Ferraris, Said Zarrouk, Luigi Nacci, Mauro Agliata, Marina Pissarello, Stéphane Wittenberg, Silvana, Walter, Valerio, Sabatino, Luisa. Grazie a tutti per la loro allegra partecipazione!

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