Diario del 22 novembre

La Vallesanta è una valle speciale, lo si capisce appena di comincia a scendere dal passo Serra. Il primo gruppo di case, arroccato sulla montagna, è Serra di Sopra, tutto ordinato ma nessun abjtante in giro. È una valle spopolata. Ci vivevano quasi tremila persone, ora solo 250. Corezzo è il centro più importante, fa settanta abitanti! Ma il bello è che questi abitanti fanno comunità, sono come le comunità di una volta, in contatto tra loro, fanno rete , come si dice oggi. E sanno integrarsi. Perchè la metà di questi 250 valligiani viene da fuori: dalla Germania, e poi da Varese, Milano, Alessandria… Tutta gente che ha trovato qui il suo luogo, un territorio con una sua storia, una musica, una tradizione gastronomica.

La comunità della Vallesanta ci ha accolti con calore, sia con una bellissima serata a Corezzo, con musica e cibi eccezionali, sia lungo il cammino.
Laura dell’agriturismo Casa Santicchio ci aspettava sul sentiero, per poi farci la sorpresa: anche se erano le undici del mattino ci aveva preparato un bel minestrone caldo corroborante. Laura e il marito hanno fatto una scelta di vita: hanno venduto casa a Milano per comprare un rudere in Vallesanta e trasferirsi con i due bambini piccoli. Tentando esperimenti di agricoltura di montagna, spesso falliti per colpa delle avversità e della poca esperienza, ma mai cedendo  e ora gestiscono una bella struttura con 35 posti letto che aspetta l’arrivo dei pellegrini sulla Via di Stade.
In Vallesanta sta nascendo anche un ecovillaggio, tra gli animatori c’è Hans, tedesco che vive qui da 30 anni, faccia ancora da ragazzo, vulcanico ricercatore delle tradizioni popolari. E c’è Nicolas, che con la compagna sono arrivati dalla lombardia. Costruiranno l’ecovillaggio in legno e balle di paglia, cercano altre famiglie che si uniscano ai sei nuclei fondatori, quasi quasi…

Sicuramente ritorneremo in Vallesanta, sicuramente organizzeremo cammini sulla Via di Stade nel tratto romagnolo e Casentino.
Oggi la giornata è bella, dopo la nevicata di ieri c’è il sole. Ci accompagna Marta, guida di Bibbiena e appassionata di asini. La Vallesanta è piena d’acqua, e passiamo vari torrenti in piena. E piccoli nuclei rurali, abitati spesso da anziani. A Giona vive solo Vilma, delle dieci case del borgo solo lei. Vive isolata, ma non vuol sentir parlare di andarsene a valle. Il Comune la assiste, ma in certi giorni, come oggi, ha poco cibo, e si accontenta di prepararsi una farinata con una grattugiata di formaggio cucinata sulla cucina a legna. Ci fa entrare in casa, vuole mostrarmi come addobba il camino con un poco di muschio che ha appena raccolto. In casa, una casa povera ma pulita, ci sono tante foto alle pareti, da parenti morti, a santi, a foto vecchie, alle foto dei vari Papi ultimi. Dice che litiga sempre col figlio, e che il dottore non la cura abbastanza… ma è molto simpatica e creativa, sa vivere le gioe delle piccole cose, se sta qui morirà serena.

Nel pomeriggio entriamo nella valle dell’Arno, tutto un altro ambiente, vecchie fabbricxhe di lavorazione della lana, la magia della Vallesanta è dimenticata. Arriviamo a Poppi col buio e ci attende un bel gruppo di persone nel b&b di Lucrezia, Poggio Dante. Stanno offrendo castagne e vin brulé a tutti. Poi arriva Giovanni Caselli, grande esperto della viabilità antica, studioso, ma anche scopritore di selciati sotto il terreno, uno studioso che sa cosa vuol dire camminare e quindi sa intuire dove passavano le antiche vie. A lui si deve la riscoperta della Via di Stade, a lui si deve la recente riscoperta della Via Ghibellina. Ci racconta che tutta l’economia di questo territorio era basata sulle pecore, e che da qui le pecore andavano in transumanza in Maremma.

A domani! (LG)

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Siamo a Casa Santicchio, una accogliente struttura agrituristica dove Laura ci viene incontro, e… sorpresa sorpresa, ci offre una zuppa di verdure e ci accoglie come veri pellegrini! Che bel posto la Vallesanta!

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Il Moscaio è un gruppo di poche case, ma anche qui ci fu un eccidio nazista. Nove persone furono uccise, nell'aprile 1944. Senza retorica, non dobbiamo dimenticare. E camminando incontriamo memorie, è uno dei valori del camminare (passando in auto, chi lo nota?)

Il Moscaio è un gruppo di poche case, ma anche qui ci fu un eccidio nazista. Nove persone furono uccise, nell’aprile 1944. Senza retorica, non dobbiamo dimenticare. E camminando incontriamo memorie, è uno dei valori del camminare (passando in auto, chi lo nota?)

Gufo Gigi era stanco e ha preso un passaggio sull'asino Gigi.

Gufo Gigi era stanco e ha preso un passaggio sull’asino Gigi.

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I Compagni di Cammino oggi erano: Massimo Montanari, Eugenia Dallaglio, Alberto Liberati, Cesidio Pandolfi, Nanni Di Falco, Luca Gianotti, Luca Maria Nucci, Claudio Ansaloni, Said Zarrouk, Luigi Nacci, Mauro Agliata, Marina Pissarello, Stéphane Wittenberg

Oggi hanno camminato con noi: Silvana, Walter, Alessandra e Marta.

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. raffaele
    Nov 23, 2013 @ 12:20:19

    Grandi…

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