Nello zaino di… Said

said 2Said è la nostra guida marocchina, vive nel deserto tra sabbia e oceano.

Il suo zaino è uno zaino blu come il sangue dei berberi, di cui è parte.
Ha il colore del tramonto africano e si appoggia alla duna dell’erg sotto la croce del Sud.
È uno zaino ventoso perché è accompagnato dall’aria dell Atlante.
Ha la gobba, è uno zaino dromedariato.
Quando cammina con Marina le gobbe diventano due. È un bi zaino oppure zaino tandem.
Le cuciture sono rifinite con olio di argan e pelo di fennec.
La tasca superiore contiene uno scaldino automatico alimentato a cacca di dromedario che fa bollire la teiera mentre cammina.
Nella tasca sinistra una busta di tè per la mattina che è amara come il risveglio perché quando ti butta giù dal letto il rutto di un dromedario non può essere una bella giornata.
Una seconda busta di tè agrodolce che è profonda come l’orma del piede mentre scali una duna.
Una terza busta di tè dolce come l’amore perché l’amore ha la dolcezza di un sorso di aria pura filtrato dalla kefia.

Nella tasca destra:

  • La foto di un paio di pattini da ghiaccio perché un marocchino che ama la neve e come la nazionale di bob della Giamaica. Mitico!
  • Una lettera di Gianotti che gli dice di piantare i sedani perché il vegetarianismo deve essere un credo ovunque.
  • Il cetriolo del Sahara può essere un futuro radioso.
  • A patto che le verdure si tagliano con rito islamico rivolti verso la mecca e con taglio preciso.

Nella tasca centrale:

  • Uno scorpione che usa per tagliare il pane perché fa più figo di una pattada sarda
  • Una scatola di marmellata di datteri che serve per attaccare le dentiere dei camminatori più anziani quando le perdono causa bava consistente nelle salite del Argan
  • Una cesta da muli da regalare a Massimo Montanari con dentro una noce di cocco per fargli capire che c’è qualcosa più duro della sua testa
  • Una foglia di palma da regalare a Mauro Agliata come nuova bandana più alla moda del fazzoletto della nonna abelarda che ha in testa solitamente
  • Un libro raccolto nelle biblioteche della Mauritania che fa leggere a Luigi Nacci perché é l’unica poesia che può leggere per un gemellaggio tra Bora e vento del deserto
  • Nacci in cambio avrebbe voluto regalare una barca ma nelle dune fa fatica a salire perché non ha le marce ridotte
  • Con la vela Said ha cucito la tovaglia per il tè
  • E infine un ampolla con dentro un pezzo della via lattea perché quando lui la guarda nelle notti fredde del Sahara, sa che anche noi tutti la stiamo guardando. E sempre la stessa galassia, lontani e vicini che siamo sappiamo tutti che siamo uniti nella amicizia di una compagnia quale siamo noi
  • Chiedi alla polvere Said. Che il tuo zaino possa scrollarsi di dosso la sabbia e splenda nel tuo sorriso ancora.
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