2014 – Diario del 16 novembre

La prima cosa che colpisce è lo scricchiolio dei sassolini lavici sotto i piedi. Richiama subito il rumore degli scarponi ferrati sul ghiaccio. Ma qui è nero, e caldo. Siamo a Felcerossa, tra Sant’Alfio e Zafferana Etnea, a 850 metri di quota, sotto l’Etna, che domina sopra di noi.
Felcerossa è il progetto di vita di Tiziana, Toti e i loro 3 figli. Hanno messo in pratica il cambiamento, comprando questo pezzo di terra sotto il vulcano e poi piano piano ristrutturando alcuni vecchi casali, con la passione di chi ha deciso di prendersi cura di questo piccolo pezzo di pianeta. L’edificio principale è un esempio di ristrutturazione bioedile, muri di paglia, argilla, legno, calce, una casa calda, e riscaldata da una bellissima stufa di argilla ad alta efficienza, autocostruita con l’aiuto e la consulenza di
Saviana Parodi, famosa esperta di bioedilizia, vedi blog Zebrafarm.
Tiziana e Toti hanno in progetto a Felcerossa di aumentare l’attività di ospitalità, rivolgendosi in particolare ai gruppi d’acquisto solidali di tutta Italia. E organizzano corsi, di autocostruzione o di comunicazione non violenta (con Pat Patfoord).
Un consiglio: andateli a trovare, qui alle pendici del vulcano.
La giornata era iniziata con la visita del fortino di San Jachiddu, accompagnati da Mario e Filippo. Poi la discesa al porto di Messina, il primo incontro con il sindaco Renato Accorinti. In municipio nella sala di rappresentanza Daniel Tarozzi ha presentato in anteprima “mondiale” il documentario “Viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che… cambia!” che racconta il suo viaggio di 7 mesi in camper nell’Italia dei piccoli progetti positivi di economia solidale e sociale, e il sindaco ha poi fatto un discorso motivante, su come si può riformare la politica, lui è un esempio, proprio dalla città di Messina, una delle più disastrate d’Italia, ci arriva un messaggio di un popolo che lo ha votato per cambiare davvero. Quest’Italia fatta di piccoli progetti virtuosi che creano economia anche grazie alla solidarietà, controcorrente rispetto alle storie negative che i media ci raccontano. Poi Accorinti ci ha portato nel suo studio, ci ha mostrato la bandiera della pace, il ritratto di Gandhi e la foto di Thich Nhat Hanh sulla sua scrivania, ci ha abbracciati uno a uno, che sindaco, ragazzi!
Poi, tra un arancino e un pitone (una specie di panzerotto) abbiamo cominciato a conoscerci, a pensare idee, collaborazioni, reti virtuose. Un altro mondo è possibile, e il nostro viaggio inizia davvero!
Buon cammino a tutti noi.
Luca Gianotti

Video del nostro arrivo al comune di Messina: interviste a Daniel Tarozzi, Luca Gianotti e Nanni Di Falco

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