2014 – Diario del 19 novembre

Oggi abbiamo camminato da Giardini Naxos a Santa Teresa di Riva, sono 14 km di pianura, di fianco al mare, sulla spiaggia o sul lungomare. Ci accompagnano quattro gentili persone del posto, amanti del camminare. Tra loro scambio storie con Vincenzo Fiocco di Forza d’Agro, un paese sulla collina. Vincenzo è nato qui, poi ha vissuto tutta la vita in Francia. È tornato al paese da sei anni, con la moglie, trovando grandi difficoltà. Quante differenze culturali tra Francia e Sicilia, la battaglia è quotidiana. In Francia è tutt’ora presidente di una associazione di escursionismo, Rando-Loisirs. E qui è presidente dell’associazione Volontari Sentieri Forza d’Agrò. Quando i locali hanno visto lui e la moglie armati di vernice e decespugliatore, non ci potevano credere “ma allora volete farlo davvero di riaprire i sentieri?”. Perché qui, mi dice, non è per niente scontato passare dal dire al fare. Ma Vincenzo è forte – il suo paese ora si chiama Forza – e quindi combatte per una Sicilia migliore, e non si arrende.
Sulla spiaggia di Sillemi incontriamo un ragazzo di nome Sabri, intento a fare “stoning”, cioè a mettere in equilibrio pietre una sull’altra come forma di meditazione e rilassamento. Ha 21 anni, è disoccupato, e quindi invece che stare in casa fa qualcosa che lo fa stare bene. “Amare la terra” è il tema della giornata di oggi, sono i piccoli gesti di Vincenzo, pulire un sentiero, e di Sabri, sentirsi uniti alla madre terra accarezzando pietre, che possono cambiare la Sicilia e il mondo.

Luca Gianotti

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2014 – Tigro incontra Anonymous

Tigro incontra Anonymous! E Anonymous gli racconta una storia: “C’era una volta in una grande città dell’America, dall’altra parte del mondo, un quartiere povero abitato da una banda di ragazzini che si divertivano a rompere le finestre. In particolare c’era una strada di edifici dove non abitava nessuno, e tutte le finestre avevano i vetri rotti, perché i ragazzini li rompevano lanciando sassi. Tutti ormai erano rassegnati, e dicevano “non c’è niente da fare, qui si comportano tutti male.” Un giorno arrivò un sindaco nuovo, si chiamava Giuliani, proprio così, Giuliani, non Giuliano. E ordinò che si aggiustassero tutti i vetri. Dopo una settimana i vetri erano di nuovo tutti rotti! E la gente prendeva in giro il sindaco: “guardate quel sindaco che ingenuo! Qui non c’è niente da fare, ci abitano troppe persone maleducate!” Ma il giorno dopo il sindaco mandò di nuovo gli operai a cambiare i vetri, e di nuovo qualcuno li ruppe quasi tutti. Ma di nuovo il giorno dopo il sindaco fece cambiare i vetri, e pulire tutti i vetri rotti e i rifiuti per terra. Di nuovo furono rotti, ma di nuovo furono sostituiti, poi qualcosa cambiò, gli operai erano più veloci dei teppisti, e la gente cambiò idea: “che bello che è adesso il quartiere pulito, senza più vetri rotti per terra, allora forse ha ragione Giuliani, anche qui possiamo tenere pulito.” E cominciarono tutti a collaborare, a tenere pulito, e il quartiere cambiò per sempre. Questa, caro tigro, è una storia vera, se cerchi su internet “teoria delle finestre rotte” trovi tutto e se gli italiani conoscessero la teoria delle finestre rotte sicuramente comincerebbero a prendersi cura e ad amare la loro terra”.

Luca Gianotti

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Diario del 18 novembre

Oggi camminiamo da Fiumefreddo a Mazzarò, Hotel Baia Azzurra. Tra profumi di zagare, lunghe spiagge intervallate da rocce, che in realtà sono le colate di lava dell’Etna. Il fiume Alcantara arriva a mare con acqua e forza, per cui rinunciamo al guado e siamo costretti a una lunga deviazione su strade asfaltate per passare il ponte. Da due giorni cammina con noi anche Oriana, una giovane donna sempre sorridente, lei è proprio di qui, e ci aiuta a destreggiarci tra le strade di Giardini Naxos, un luogo in cui il cemento ha superato la soglia limite per consentire a un luogo di essere luogo. Ora Giardini Naxos è un non luogo.
Oriana lo sa, ma si sente sola, perché non è ancora riuscita a trovare chi ha valori simili ai suoi. Era andata a vivere in Irlanda, per tre anni, poi per curarsi è tornata in Sicilia, con tutte le ambivalenze di chi è stato lontano.
Anche il lungomare di Giardini Naxos sembra un luogo che fu. Ci si riesce a immaginare come era cinquanta anni fa, il fascino sui viaggiatori del nord, ma ora resta il ricordo. Entro nella stazione, e rimango stupefatto dalla bellezza liberty, e mi immagino i viaggiatori inizio novecento. Taormina io non l’ho visitata, qualcuno di noi invece si. I 14 km di oggi si concludono a Mazzarò, un grande albergo di solito chiuso fuori stagione, che ha aperto per noi, va ringraziato per questo. Di fronte un angolo di mare tra i più belli della Sicilia.

Luca Gianotti

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