Diario del 18 novembre

Oggi camminiamo da Fiumefreddo a Mazzarò, Hotel Baia Azzurra. Tra profumi di zagare, lunghe spiagge intervallate da rocce, che in realtà sono le colate di lava dell’Etna. Il fiume Alcantara arriva a mare con acqua e forza, per cui rinunciamo al guado e siamo costretti a una lunga deviazione su strade asfaltate per passare il ponte. Da due giorni cammina con noi anche Oriana, una giovane donna sempre sorridente, lei è proprio di qui, e ci aiuta a destreggiarci tra le strade di Giardini Naxos, un luogo in cui il cemento ha superato la soglia limite per consentire a un luogo di essere luogo. Ora Giardini Naxos è un non luogo.
Oriana lo sa, ma si sente sola, perché non è ancora riuscita a trovare chi ha valori simili ai suoi. Era andata a vivere in Irlanda, per tre anni, poi per curarsi è tornata in Sicilia, con tutte le ambivalenze di chi è stato lontano.
Anche il lungomare di Giardini Naxos sembra un luogo che fu. Ci si riesce a immaginare come era cinquanta anni fa, il fascino sui viaggiatori del nord, ma ora resta il ricordo. Entro nella stazione, e rimango stupefatto dalla bellezza liberty, e mi immagino i viaggiatori inizio novecento. Taormina io non l’ho visitata, qualcuno di noi invece si. I 14 km di oggi si concludono a Mazzarò, un grande albergo di solito chiuso fuori stagione, che ha aperto per noi, va ringraziato per questo. Di fronte un angolo di mare tra i più belli della Sicilia.

Luca Gianotti

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Potete leggere anche il diario della giornalista Alessandra Beltrame su Sicilia e Donna.

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Cammino di mare, percorrendo spiagge deserte che hanno superato la calca estiva e poi calette e scogliere di lava nera, un pescatore qua e là, che si prende si cura del suo gozzetto. Il vero incontro di oggi è con Oriana, fresca e solare, simbolo di una Sicilia che sta cambiando e che non ha paura di scoprirsi diversa. La seguiamo, oltre il fiume Alcantara, inerpicandoci tra piscine vuote e case sbarrate, arrampicandoci tra muretti e scogli,  attraversando un’urbanizzazione violenta che cerca di impedirci di seguire pure la linea di costa. Un territorio così trasformato dalla follia dell’uomo che un anfiteatro greco può affiancarsi a gigantesche palazzine a schiera, dove il panorama di Taormina è sottolineato da file e file di grandhotel. Una terra di contrasti che ha voglia di rinascere: guardando bene tra l’asfalto della statale crescono preziosi quadrifogli… tra chi sbanda o ci strombazza, nel vederci arrivare, c’è chi si affaccia alle finestre per dare il benvenuto alla novità.

Elisa Leger

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