2014 – Diario del 21 novembre

Profumo di mandarini, belati di pecore.
Felci, castagni, querce, olivi e viti.
Valloni profondi.
Terrazzi di pietre a scaglie.
I Peloritani ci avvolgono, monti selvaggi. Ricordano l’Aspromonte.
Un pastore in Vespa controlla le greggi e ci augura “buon cammino”.
Abbiamo camminato da Fiumedinisi a Itala, siamo ventotto persone, e la giornata è di quelle da ricordare. Prima di tutto perché è una camminata di 17 km, con circa 1000 metri di dislivello in salita e altrettanti in discesa. Poi perché il cambio di paesaggio è molto forte, rispetto ai giorni precedenti. Il bello del camminare è questo: a piedi si colgono cambiamenti, un territorio è fatto di tante valli, ogni valle è diversa dall’altra, ogni valle è una bioregione. E questa bioregione dove siamo adesso, i Peloritani, è Sicilia ma è diversa dalle tante altre Sicilie che conosco.
10386296_769564173113514_2815248650969637273_nAd Alì Superiore pranziamo sui gradini delle chiesa, e i ragazzi del posto, seduti al bar, ci guardano e ci chiedono. Nel pomeriggio altra salita, si passa nella valle successiva, ecco il borgo di Itala sotto di noi. Lunga discesa, e in paese alcuni di noi dormono in un piccolo alberghetto, Le Giare, altri dormono nel refettorio della ex scuola elementare. Nell’albergo hanno allestito una sala proiezioni per il nostro cinefestival “Lo faccio bene”, oggi il tema  è “belle storie”, e sono storie belle davvero, Laura Norbis e Roberto Li Calzi hanno parlato del progetto del Cinefest, infondere valori positivi di fronte alla lamentela continua, e dopo questi 7 cortometraggi devo dire che funziona.

Luca Gianotti

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2014 – Diario del 20 novembre

Santa Teresa – Fiumedinisi
Da anni guardo verso est.
Le prime luci del nuovo giorno nascono da quel punto cardinale.
‘Aurora dita rosate’… pian pianino la luce attraversa le tonalità del rosa fino al rosso intenso.
All’improvviso come una magia sulla linea dell’orizzonte, nell’azzurro mare fa capolino il dio della vita dandoci il la per questo nuovo giorno di cammino.
La Compagnia dei Cammini lentamente passo dopo passo attraversa questa parte della Sicilia, una testimonianza la nostra che raccoglie testimonianze.
Il cammino ci permette di toccare con mano e cuore bellezze e disastri.
Quasi sempre le bellezze appartengono alla natura e i disastri a noi umani.
Oggi lasciamo la costa violentata da cemento e immondizia per luoghi meno contaminati e vissuti.
Non amiamo la nostra terra!
Per fortuna tra queste macerie emergono volti, realtà e vissuti che hanno rispetto profondo per la madre terra.
Camminando in Sicilia si incontrano queste persone umane e forti come la natura.

Peppe D’Amore

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Ecco il racconto di Alessandra Beltrame della quarta tappa del nostro cammino, pubblicato su Sicilia & Donna.

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