2014 – Diario del 22 novembre

Peloritani, rocce metamorfiche, prolungamento dell’Aspromonte in terra sicula. “Qui è tutto metamorfico, non c’è per nulla roccia carbonatica sedimentaria (calcare)”, dice Giovanna, ricercatrice di geologia all’Università di Palermo.
Ha conosciuto la Compagnia dei Cammini su internet, le è piaciuta subito la nostra filosofia, prima ha fatto un viaggio in Sicilia perché “non si sa mai”, poi si è appassionata, ha camminato con noi in Sardegna, poi in Marocco, e adesso vorrebbe fare un cammino sulle Dolomiti.
La vegetazione oggi è cambiata: ginestre e disa (l’ampelodesma, erba forte, con cui in Sicilia si intrecciano le corde da barca, robuste e impermeabili), poi erica arborea, lecci, pini, abeti bianchi, agrifogli.
Tappa faticosa, oggi. “Serissima” l’aveva definita Nanni Di Falco, la guida siciliana della Compagnia dei Cammini che tanto sta facendo per l’organizzazione di questo evento. In effetti sono più di venti chilometri, si sale fino a 1030 metri sul livello del mare, il punto più alto di questo cammino. Siamo in 33 oggi, si sono aggiunti Henrick agopuntore dalla Danimarca, Claudia, Giovanna, Laura di Bergamo, una delle organizzatrici del “Lo faccio bene Cinefest”, e sono tornati, per finire il cammino con noi, Roberto Li Calzi e Lucia.
Arriviamo a Pezzolo e poi al convento di San Placido, un ex monastero benedettino con due chiostri interni, che ospita dal 1900 un istituto di agraria, una vera eccellenza per la Sicilia e non solo. Leo Moleti, il vicepreside, ci racconta con entusiasmo le loro battaglie per preservare l’identità della scuola, ci porta a visitare le cantine dove producono un vino di eccellenza, DOC, dai 4 ettari di vigna che lavorano con gli allievi, della speranza che l’edificio, attualmente fatiscente, con i chiostri sostenuti da ponteggi, possa essere ristrutturato, sebbene siano dieci anni che aspettano.
Il tema di oggi del cinefestival in cammino è “la scuola che vorrei”, poi l’istituto agrario ci offre una bella cena, con il loro prezioso vino. Li ringraziamo davvero per la magnifica ospitalità e gli auguriamo che San Placido possa avere il restauro che merita.
Siete in tanti che ci state seguendo da casa, è bello camminare sapendo che ogni giorno più di mille persone visitano il blog e la pagina facebook. Camminiamo anche per voi, con la speranza che da questo cammino nasca un cammino da ripetere negli anni, nei Peloritani.
Domani, gran finale a Monforte San Giorgio. Ci stanno aspettando. Pare che ci siano manifesti in paese che annuncino il nostro arrivo!

Luca Gianotti

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Ecco il diario della tappa di oggi scritto da Alessandra Beltrame per Sicilia & Donna.

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Il tema di questa giornata è l’educazione, affinché comunichi messaggi di valore e sparga semi che un giorno possano germinare. Colgo allora l’occasione per riflettere sul percorso di qualcuno che in questo viaggio ha un ruolo essenziale, perché tanti dei nostri incontri, così come il nostro cammino in terra siciliana, sono legati alla sua figura: Roberto Li Calzi de Le Galline Felici.
Prima di diventare coordinatore dell’associazione Roberto ha viaggiato molto ed ha fatto i più variopinti lavori, in ultimo, il contadino.
Non è stato difficile approcciarsi in maniera naturale ed inconsapevole – anche un pò pionieristica  – ai valori dell’agricoltura biologica, ancora agli albori. Ha seguito le proprie idee e filosofie, esperienze vissute e osservazioni, senza che fosse necessaria una preparazione e o la provenienza da una famiglia con forte tradizione rurale. Ha incominciato. E questo basta.
Il progetto rivoluzionario de Le Galline Felici nasce dopo molti anni, quasi per caso, dalla storia di un furgone che smise di funzionare durante una vacanza invernale sulle Alpi e dalla vendita di cassette di arance agli amici trentini per ripagarsi il meccanico.
Da lì, facile immaginarlo, la rete incomincia a muovere i primi passi e le idee crescono a macchia d’olio.
Roberto e tutte le persone che collaborano con lui diffondono il loro messaggio organizzando e partecipando a corsi, workshop, congressi, cinefestival, ma soprattutto attraverso continui incontri e nuove amicizie.

Quando questo cammino è iniziato, sabato scorso, eravamo una trentina: ci siamo seduti in cerchio e ci siamo presentati, a turno.
Ognuno di noi aveva – nel riassumere la sua vita in pochi minuti, per raccontarsi – un punto di rottura, una rivoluzione, un momento di consapevolezza che gli ha permesso di cambiare la propria strada o di incominciare a cambiarla, seguendo il cuore.
Questo è quello che più mi ha colpito in questo gruppo di sconosciuti che camminano insieme, questa è la lezione che vorrei fosse esempio.
Ogni storia educa – al tempo, alla vita, all’evoluzione – e non è mai troppo tardi per incominciare ad impararlo.
“Che tu sia un solo individuo o un milione di persone, sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo”.

Elisa Leger

Roberto Li Calzi

Roberto Li Calzi

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Oggi a camminare con i Compagni di Cammino c’è anche Laura, di Bergamo. Questa donna ha portato nella realtà dove vive le arance di Sicilia attraverso i Gruppi di Acquisto Solidale nel 2006. Da allora il percorso evolutivo di questa realtà ha preso direzioni all’inizio impensabili. Dopo qualche anno i consumatori bergamaschi hanno compreso l’importanza e la necessità di diffondere il messaggio di un’economia solidale nelle piazze, invitando i produttori siciliani a partecipare ai SIP (Sbarchi In Piazza). Il passo successivo è stato quello di rinunciare allo sconto sugli ordini di arance e destinare quel denaro per la realizzazione di alcuni cartoni animati da divulgare nelle scuole perché “È dall’educazione che parte il cambiamento” afferma Laura. Alcuni dirigenti scolastici ed insegnanti oggi propongono in diverse scuole di tutta Italia questo progetto educativo per i più piccoli, credendo fermamente che i bambini di oggi saranno gli adulti consapevoli di domani.

Luigina Geusa

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Itala

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Giovanna Scopelliti
    Nov 24, 2014 @ 15:58:38

    Grazie a Luca, agli amici vecchi e nuovi, e a tutta la bella famiglia della Compagnia dei Cammini per avermi dato l’opportunità di camminare con loro per due splendidi giorni. Ho scoperto un pezzo della “mia” Sicilia che non conoscevo e mi sono lasciata scaldare dai vostri sorrisi e dal calore dei tanti siciliani generosi che ci hanno accolto e ospitato.

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