19 novembre, secondo giorno di cammino. Da Palmariggi a Minervino di Lecce

Seconda tappa di Compagni di Cammino in Salento da Palmariggi a Minervino di Lecce. Partiamo da  Palmariggi dopo un’abbondante colazione che ci portano il sindaco in persona e due assessori.

Oggi si parte volentieri con un po’ di ritardo perché abbiamo portato i nostri asinelli nella scuola elementare per far si’ che i bambini li salutassero. In piazza formiamo un cerchio per parlare, lo facciamo sempre prima di iniziare a camminare, è un rito che si ripete ad ogni tappa che serve a riassumere il percorso della giornata e leggere una citazione che offra spunto di riflessione per il cammino, consolidando l’idea di gruppo.

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Attraversiamo estese colture di ulivo, alcune crescono su terreno liscio e compatto, privo di piante spontanee perché trattato con il diserbante, altre invece hanno il terreno morbido e inverdito di piante annuali che approfittano della stagione umida. Queste ultime sono quelle in cui la coltura dell’ulivo è praticata in maniera sostenibile con lo sfalcio meccanico delle spontanee al posto del trattamento chimico. Le stradine interpoderali sono ancora delimitate da muretti a secco, ma spesso sono asfaltate. Rarissimi gli alberi e gli arbusti della flora spontanea che spesso sono mutilati o ridotti a siepe lungo le stradine. Tra gli alberi dominano le querce sempreverdi: Quercus calliprinos e Quercus ilex. Nelle aree rocciose incolte si trovano poche piante rupestri di ambiente calcareo tra cui labiate del genere Micromeria e grandi piante di Phlomis fruticosa, il salvione giallo che molti confondono con la salvia. Pochi anche gli arbusti di lentisco (Pistacea lentiscus).

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Incontriamo un anziano signore circondato dai suoi gatti. Li chiama tutti “micio”, ma il più bello, dice, lo tiene in casa, ben protetto perché non tutti i vicini non amano i gatti.

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A metà percorso entriamo nella tenuta della Fondazione Le Costantine, comune di Casamassella. È una azienda agricola biodinamica dei primi del secolo che produce olio ed ospita un laboratorio di filatura modello con telai all’antica,un tempo simbolo dell’emancipazione del lavoro delle donne che, lavorando qui si rendevano indipendenti. La struttura oggi è ricettiva e priva di barriere architettoniche per una fruizione universale, ma soprattutto ospita scuole professionali per i ragazzi immigrati.

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Ancora pochi chilometri ed entriamo a Minervino di Lecce, posto tappa e altro Borgo autentico che ci offre la sala consiliare per parlare della locale scuola steineriana e dei suoi vantaggi sullo sviluppo naturale dei bambini. A spiegarla è un bravissimo maestro Danilo Sava, che illustra questo metodo e le sue potenzialità. La cena è una sorpresa con un buffet di piatti tipici salentini vegetariani, cui segue la tipica pasta coi ceci. Dopo cena non siamo ancora stanchi: lezioni di danza popolare pugliese con la simpaticissima maestra Elisa Spagna.

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