27 novembre 2016. Di saluti e bilanci

Saluti, abbracci e un gran magone. Davanti alla sede dell’Ostello Colombo di Santa Margherita ligure, stamane, non è stato facile dirsi “Allora, a presto, vienimi a trovare eh!”.

Eravamo in tanti a non voler uscire dal buco spazio-temporale di “Compagni di cammino”, da cui anche se sporchi, stanchi e con qualche muscolo indolenzito dalla fatica dei passi…è sempre difficile andar via. C’è chi è scoppiato in lacrime, chi invece ha trattenuto l’emozione dietro un sorriso, chi si è scambiato il contatto facebook e chi invece ha concluso, brindando con una buona birra. Ma nessuno proprio nessuno, è tornato come è partito. Perché “Compagni di cammino” è così. Si entra in un modo e si esce in un altro. Si va via più ricchi. Di amicizie, di scambi, di confronti, di sorrisi, di sguardi, di natura, di esperienza. Di bellezza. Perché lungo la strada abbiamo affiancato storie, racconti, emozioni, battute, ognuno appartenente a un compagno di cammino diverso. Quante voci, quante personalità diverse, quanti mondi hanno camminato a fianco a me. E ho ascoltato. Ho compreso. Ho condiviso. Ho raccontato. E ho rifatto il punto. Dove sono? Dove sto andando? Sono libero o non lo sono? Cosa manca nella mia vita? Sono felice?

Tutto questo sale dentro di noi, camminando, in un ribollire quasi vulcanico in cui si spurga quello che non serve e si rinasce. Si lasciano lì, lungo la strada, i pensieri inutili e si torna, alleggeriti, con una gioia profonda nel cuore e il desiderio di ricominciare.

Si torna con la voglia di voler difendere a tutti i costi quella consapevolezza, quel silenzio interiore, quella nitidezza che abbiamo percepito nel guardare la vita, nel momento esatto in cui respiravamo a pieni polmoni nei boschi.

Si torna con la voglia di voler dare maggiore spazio a quello che realmente desideriamo nella nostra vita.

Con la voglia di voler sempre avvicinare gli altri con quello spirito di conoscenza e curiosità che invece non sempre abbiamo.

Di voler vivere di più nella natura e meno nel consumismo. Perché abbiamo provato in questi giorni che anche con gli stessi pantaloni per giorni, sudati e con i capelli sporchi ci siamo sentiti in armonia con il mondo.

Riusciremo a difendere queste nuove consapevolezze, imbottigliati nel traffico o ticchettando, ingobbiti dietro lo schermo di un computer? Chi lo sa? Forse si, forse no o probabilmente solo per i primi tempi…e poi l’effetto svanirà, ma quel che è certo che non andrà via è una nuova certezza, da cui davvero non possiamo più prescindere: quella che, se mai ci dovessimo perdere nei vuoti di senso della vita, potremo sempre riprendere la strada e ripartire da lì, da quei passi del cammino, faticosi e condivisi, per ritrovarci ancora una volta.

Sabina Galandrini

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