La camminata evento Compagni di Cammino in Aspromonte è già completa!

La camminata evento Compagni di cammino 2017 in Aspromonte è già completa, 60 persone si sono iscritte in 6 giorni, forse riapriremo la lista d’attesa per aggiungere qualcun altro, stiamo cercando altri posti letto. Non ce lo aspettavamo proprio!

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Compagni di Cammino… mi metto in cammino!

Bellissimo video di 3 minuti per raccontare Compagni di Cammino, girato l’anno scorso a Portofino da Alessandro Giulio Midlarz, che ringraziamo.

Ecco il clima che si respira nella nostra camminata evento!

Tutti in Aspromonte!

Torna Compagni di Cammino. La camminata evento annuale della Compagnia. Come ogni anno, a fine novembre. Quest’anno scendiamo di nuovo al Sud, e dopo Portofino (negli anni precedenti Salento, Sicilia, Casentino) ecco che esploreremo insieme l’Aspromonte. In particolare quello grecanico, terra di tradizioni antiche e forti. Il ritrovo per tutti è martedì 21 novembre a Bova.

La formula è la solita: di giorno si cammina tutti insieme, ci sono tutte le guide della Compagnia dei Cammini, la sera prima di cena approfondimenti culturali per conoscere il territorio e parlare di cammini, e poi tanta tanta convivialità! I giorni di cammino saranno 4, da mercoledì a sabato. Sarà una grande festa, come sempre, più di sempre.

Tutte le informazioni arriveranno piano piano sul sito di Compagni di Cammino.

Conto alla rovescia per Compagni di Cammino 2017

Tenetevi pronti, stiamo per lanciare Compagni di Cammino dal 21 al 26 novembre 2017!

Come ogni anno, ma quest’anno dove saremo?
Abbiamo già camminato: Emilia/Toscana, Sicilia, Salento, Liguria, a chi tocca ora?
A giorni lo saprete…

Compagni di Cammino on air. Su Radio Francigena.

Il nostro cammino lo abbiamo raccontato in 7 puntate di Compagni di Cammino on air, una trasmissione realizzata da un gruppo di guide condotto da Luca Gianotti e diffusa ogni giorno su Radio Francigena, con interventi di guide, interviste a camminatori, musica e altro ancora… vi consigliamo di ascoltare il podcast, ci sembra che il risultato sia ricco e interessante!

La squadra

27 novembre 2016. Di saluti e bilanci

Saluti, abbracci e un gran magone. Davanti alla sede dell’Ostello Colombo di Santa Margherita ligure, stamane, non è stato facile dirsi “Allora, a presto, vienimi a trovare eh!”.

Eravamo in tanti a non voler uscire dal buco spazio-temporale di “Compagni di cammino”, da cui anche se sporchi, stanchi e con qualche muscolo indolenzito dalla fatica dei passi…è sempre difficile andar via. C’è chi è scoppiato in lacrime, chi invece ha trattenuto l’emozione dietro un sorriso, chi si è scambiato il contatto facebook e chi invece ha concluso, brindando con una buona birra. Ma nessuno proprio nessuno, è tornato come è partito. Perché “Compagni di cammino” è così. Si entra in un modo e si esce in un altro. Si va via più ricchi. Di amicizie, di scambi, di confronti, di sorrisi, di sguardi, di natura, di esperienza. Di bellezza. Perché lungo la strada abbiamo affiancato storie, racconti, emozioni, battute, ognuno appartenente a un compagno di cammino diverso. Quante voci, quante personalità diverse, quanti mondi hanno camminato a fianco a me. E ho ascoltato. Ho compreso. Ho condiviso. Ho raccontato. E ho rifatto il punto. Dove sono? Dove sto andando? Sono libero o non lo sono? Cosa manca nella mia vita? Sono felice?

Tutto questo sale dentro di noi, camminando, in un ribollire quasi vulcanico in cui si spurga quello che non serve e si rinasce. Si lasciano lì, lungo la strada, i pensieri inutili e si torna, alleggeriti, con una gioia profonda nel cuore e il desiderio di ricominciare.

Si torna con la voglia di voler difendere a tutti i costi quella consapevolezza, quel silenzio interiore, quella nitidezza che abbiamo percepito nel guardare la vita, nel momento esatto in cui respiravamo a pieni polmoni nei boschi.

Si torna con la voglia di voler dare maggiore spazio a quello che realmente desideriamo nella nostra vita.

Con la voglia di voler sempre avvicinare gli altri con quello spirito di conoscenza e curiosità che invece non sempre abbiamo.

Di voler vivere di più nella natura e meno nel consumismo. Perché abbiamo provato in questi giorni che anche con gli stessi pantaloni per giorni, sudati e con i capelli sporchi ci siamo sentiti in armonia con il mondo.

Riusciremo a difendere queste nuove consapevolezze, imbottigliati nel traffico o ticchettando, ingobbiti dietro lo schermo di un computer? Chi lo sa? Forse si, forse no o probabilmente solo per i primi tempi…e poi l’effetto svanirà, ma quel che è certo che non andrà via è una nuova certezza, da cui davvero non possiamo più prescindere: quella che, se mai ci dovessimo perdere nei vuoti di senso della vita, potremo sempre riprendere la strada e ripartire da lì, da quei passi del cammino, faticosi e condivisi, per ritrovarci ancora una volta.

Sabina Galandrini

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26 novembre. Torniamo con lo zaino pieno

Camogli è ancora in ombra alle 9 del mattino del 26 novembre. Le giornate sono corte, il sole sorge basso sul mare finalmente calmo. Siamo un numero imprecisato, 70 forse 80 persone che salgono sul battello per San Fruttuoso, zaini stipati ovunque, persone in piedi nel vento per non perdere un istante, un dettaglio, di quel paesaggio appena baciato dal sole. Siamo su un battello pieno di allegria, così diverso da altre precarie navi che solcano il Mediterraneo. Siamo fortunati, pronti a una giornata in cammino, l’ultima del nostro viaggio nel Tigullio.
Scendiamo a San Fruttuoso, ancora avvolta dall’ombra e dall’umidità della notte appena trascorsa. L’abbazia è un luogo silenzioso a novembre, chiusi bar e ristoranti, echeggiano solo le onde sulla piccola spiaggia di ciottoli.

Il sentiero è l’apoteosi della bellezza, con i corbezzoli ammantati di frutti rossi e arancio, di piccoli fiori candidi che la pioggia dei giorni scorsi ha fatto cadere a terra. Camminiamo su quel tappeto bianco, salendo sui gradini di roccia, all’ombra dei lecci. Il serpente di persone in cammino si snoda sui fianchi della montagna, si sfrangia, si ricompone. Sotto di noi il mare brilla al sole, sembra impossibile che stiamo per scendere su ripide creuze in uno dei luoghi più esclusivi del pianeta. A Portofino si arriva rasentando muri umidi di muschi e felci, e la famosa piazzetta è semideserta e già in ombra alle tre del pomeriggio. Chi si aspettava l’atmosfera frizzante e modaiola di un posto da vip sarà anche stato deluso, ma a quell’ora del primo pomeriggio di un sabato di novembre il porticciolo è cosa nostra, di gente sudata con gli zaini.

E la sera, a Santa Margherita, è festa aperta a tutti, e dove tutte le guide si raccontano, si discute di pellegrini, di gentilezza e di accoglienza. Si fa il bilancio di quattro giorni di cammino, tra pioggia e sole, sfidando gli allerta meteo. Ci chiediamo quale sia il valore aggiunto dell’esperienza del viaggio, quale lo spirito giusto con cui affrontare il cammino. Tante le risposte possibili. Non si può pensare di essere accolti senza a nostra volta accogliere, e il pensiero va a chi oggi è pellegrino davvero e fugge dalla guerra. Non si può crescere nel viaggio se si procede nella linea retta, proiettati verso la destinazione ultima – che sia Santiago, Roma o altro non importa – senza vivere il presente, senza vivere ogni singolo passo, senza contemplare uno dopo l’altro gli orizzonti che si presentano ai nostri occhi. Bisogna spogliarsi degli egoismi, confrontarci con chi ha meno, con chi è povero, per capire quanto siamo ricchi e fortunati. Bisogna partire con uno zaino leggero, perché al ritorno saranno stati i compagni di cammino a riempire quello zaino di preziosi beni immateriali.

Roberta Ferraris

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25 novembre. Ma cos’è il cammino?

Terzo giorno di cammino lungo la costa ligure con tappa tra Santa Margherita Ligure e Camogli. Attraversiamo per intero la riserva naturale di Portofino da est ad ovest, ne ammiriamo le bellezze paesaggistiche e l’affascinante storia naturale, ma abbiamo in testa una domanda di tutt’altro genere: siamo riusciti finalmente ad entrare nella dimensione del cammino o siamo ancora nella dimensione del percorso? È il tema che al centro all’incontro pomeridiano a Camogli, al termine del cammino, con Luca Gianotti, Luigi Nacci e il fondatore di Radio Francigena Alberto Pugnetti. Un percorso è un semplice spostamento tra due punti geografici in cui l’obiettivo principale è il raggiungimento della meta. Se vogliamo andare a Camogli, farlo a piedi è solo un’alternativa all’auto, al treno o a qualcos’altro. Dentro la dimensione del cammino, invece, raggiungere Camogli perde importanza e si punta l’attenzione sul cammino in sé. Il nostro interesse è il cammino e vorremmo che non finisse troppo presto, perché camminare diventa solo uno strumento del cammino.
Ma cosa è il cammino? Ai tanti compagni arrivati qui per Compagni di Cammino oggi offriamo questo spunto di riflessione fin dal raduno mattutino alla partenza. Luigi Nacci legge un suo inedito in cui descrive una condizione iniziale che può far da molla all’intraprendere un cammino. Siamo in una stanza buia e non abbiamo nessuna voglia di uscire anche se fuori ci sono colori e luci. Belle cartoline colorate così perfette da aver paura di entrare nella nostra stanza. Loro non entrano, noi non usciamo. Non usciamo perché non è di una vacanza che abbiamo bisogno, ma di di un pieno, non di un vuoto, non ci metteremmo nulla altrimenti a raggiungere un luogo qualsiasi in cui svuotare la mente. Non abbiamo bisogno di distrazioni dal pensiero. Quando le icone dello svago e del vuoto non ci servono e non ci attraggono più, è il momento in cui può essere utile prendere uno zaino, mettere dentro due o tre cose, e iniziare a camminare. In questo caso, il nostro spostamento sarà orizzontale, un percorso geografico, qualunque esso sia, ma soprattutto sarà anche un cammino con una componente verticale: un tema, una domanda, una ricerca, il pensiero. L’esigenza di contenuti profondi, il pieno piuttosto che il vuoto muove le nostre gambe. Il 2016 sta per finire ed stato dichiarato l’anno dei cammini, intesi, almeno all’inizio, come “spirituali” nell’accezione religiosa del termine. Ma i cammini non sono solo religiosi, ne esistono anche di laici e il dibattito su cosa sia o non sia un “cammino” è tutt’altro che concluso. Su alcuni elementi, però, sembra si possa convergere: il cammino deve avere un tema profondo. Che siano cammini di pellegrini, di viandanti, di pastori o di briganti, un cammino è tale se ha una memoria da tramandare, un messaggio leggibile, un contenuto univoco. Il nostro camminare è laico, non siamo una setta, non promettiamo e non cerchiamo paradisi, stiamo nel qui e ora, guidiamo e ci facciamo guidare, siamo “compagni di cammino” in cui il termine “compagno” ritorna al bel senso della condivisione del pane. Nel cammino cerchiamo, individualmente, un esercizio di approfondimento della nostra vita e non siamo pellegrini. I pellegrini del passato, di qualunque religione fossero, erano caratterizzati dalla fragilità, dalla dipendenza dalla bontà delle persone incontrate e oggi non è più così. A somigliare di più ai pellegrini di ieri sono i migranti clandestini di oggi. I migranti hanno preso poche loro cose e sono partiti, loro si, per un lungo cammino.

Giuseppe Ippolito

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24 novembre. Anche sotto la pioggia, si va!

Trasformare in parole questa giornata è cosa ardua: una giornata colma di emozioni, azioni, colori, odori.
Allerta gialla, arancione, rossa ad indicare il meteo in Liguria. Colori, cielo con mille sfumature, dal rosso dell’alba che forza le nuvole basse dello scirocco al nero intenso che arriva dall’Ovest. Piove e sotto l’acqua del cielo il gruppo in cerchio si prepara al cammino. Da Rapallo a Santa Margherita Ligure, visto il meteo, si è deciso di abbreviare il percorso: Claudio Solimano (guida del Parco di Portofino) ha condotto il gruppo sul vecchio itinerario delle torri costiere che, ai tempi dei Saraceni, servivano ad avvertire le popolazioni di questi luoghi.
Intorno colori dell’autunno e noi con i nostri. Sessanta variopinti camminatori, ognuno con la sua cerata colorata, ognuno con i copri zaino arcobaleno.
La carovana della varietà, della diversità che sotto la pioggia ha trovato anche il modo di comunicare. Ognuno di un luogo diverso della nostra Italia è riuscito a vivere con gioia questa giornata nata con l’allerta meteo.
Nel pomeriggio tutti ci siamo ritrovati nell’Ostello Colombo, occasione per le guide di presentarsi e presentare i loro programmi.
Alle 17.30, ospiti della sede del Parco di Portofino, abbiamo partecipato all’incontro dedicato al tema: “Terra Terra. Terra che resiste, Terra che vien giù”.
Sono intervenuti con grande passione e forza il direttore del Parco di Portofino Alberto Girani, Fabrizio Bottari del consorzio Quarantina che sta lavorando al progetto di un’agricoltura sostenibile, Massimiliano Rossi dell’UPM, Un Punto Macrobiotico, e terminando, Margherita Ermirio di Tu Quoque associazione che si occupa del ripristino del territorio delle Cinque Terre attraverso la ricostituzione dei muretti a secco con formazione attraverso campi nazionali e internazionali.
La serata è stata ingentilita dalla chitarra e dalla voce di Ori che ci ha proposto brani di rara suggestione.
Sono le 22.24 e nella mensa dell’ostello Colombo si muovono corpi danzanti al ritmo dei tamburi Sahrawi, Casertani e Modenesi.
Veramente una giornata strepitosa!
Buona notte e un pensiero di vicinanza e solidarietà a chi ora sta soffrendo i gravi effetti delle odierne esondazioni.

Peppe D’Amore

23 novembre 2016. Si parte!

Il primo giorno di Compagni di Cammino inizia oggi con partenza da Santa Margherita Ligure.
Salutiamo Angelo e Gina, che all’istituto Colombo ci hanno fatto sentire come a casa, e già alla stazione di Santa Margherita è una festa: facce nuove, ma anche tanti camminatori che hanno conosciuto la Compagnia in questi anni e ne hanno condiviso alcuni cammini. Arriviamo a Chiavari dopo un breve tratto in treno e, prima di imboccare il sentiero, ci riuniamo nel consueto cerchio pre-cammino. Visti così siamo davvero tantissimi, circa 60, e nei prossimi giorni aumenteremo ancora. In cerchio leggiamo alcune riflessioni sul camminare e, come sempre dice la guida Mauro Agliata, “Oggi è il 23 novembre 2016 e non ci sarà un altro 23 novembre 2016”.

Saliamo nel bosco e raggiungiamo il passo dell’Anchetta.
Da qui dominiamo il golfo del Tigullio: in basso Zoagli, di fronte la punta di Portofino, la chiesa di San Giorgio e poi, a salire, il profilo del promontorio. Questo è il posto giusto per contemplare il magnifico panorama e pranzare.
Proseguiamo nei boschi di castagno, da cui si aprono magnifici squarci sull’entroterra ligure e sul mare. Ora il sentiero è più dolce, arriviamo al santuario della Madonna di Montallegro e anche qui il panorama è magico. Ma già comincia la discesa su una bellissima mulattiera del XVII sec. che ci porta direttamente al centro di Rapallo.

Abbiamo percorso ben 13 chilometri, con un dislivello di 700 metri. Siamo sfiniti dalla strada, ma abbiamo iniziato a conoscere i nostri compagni di cammino, a “percepire” la strada, nella sua fatica ma anche nel suo potere terapeutico.

Arriviamo a Rapallo giusto in tempo per il nostro incontro pubblico che ha per tema «Educare alla Natura»:  apre il programma la cantautrice Ori, un’amante del camminare, specialmente nella modalità lenta. Nei suoi viaggi con la chitarra in spalla è sempre pronta a cogliere i momenti più suggestivi per farsi ispirare dall’aura dei luoghi che attraversa e per creare musica. Qui ci canta la Natura e con le sue note apre e chiude le belle parole e i magnifici interventi di Vittoria Brioschi, Antonio Portanova, Davide Capone, Tiziana e Federico e il nostro poeta Massimo Montanari.

Alberto Liberati

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