Buoni Passi

claudio-ansaloniCompagni del mio cammino
Cammino che è stato nostro
Condiviso con orme secolari
Perdute nella memoria dei tempi
A casa svuoterò le tasche del mio cuore

Ritroverò così:

  • lo scricchiolo delle foglie impastate dal gelo sotto le mie suole
  • il frastuono della bufera che tuona lassù fra le fronde di Passo Serra
  • il ballo leggero guidato da una fisarmonica menestrella e un trombone hippy
  • il cinguetto picchiettante della pioggia fra i sassi, sul mio cappuccio, nel bosco lavato
  • ritroverò il disegno di pietre antiche resistenti al tempo e all’uomo
  • rifugi di vecchi pellegrini che l’uomo, col tempo ha riimparato ad amare
  • risate, incontri, mani, occhi pieni di passione per le lente e profonde emozioni della propria terra

E troverò, più tardi, una sorpresa
Tutto quel “bene” che non so
Ma che solo il ricordo mi porterà in dono

Claudio Abbaia al Sole

C’è sole e pioggia dentro di me…

21 novembre 2013, CorrezzoP1050211

Qualche riflessione in cammino. Oggi era il terzo giorno, che è il giorno
del cambiamento e della crisi. Di solito in un cammino i primi tre giorni
sono per depurarsi, buttar fuori, liberarsi da scorie e tossine. Poi si
cambia, si diventa camminatori puri. Spesso questo cambiamento e portato da
un momento di crisi, può essere psicologica o fisica.
Oggi quindi era il giorno della possibile crisi.

Stamattina mi sono svegliato voglioso di camminare, c’è la sfida del passo
Serra, ma la sorpresa: diluvia. Massimo e alcuni di noi decidono di portare
gli asini con il trailer, per non rischiare. E infatti è bufera. Pioggia in
basso, neve in alto, poi dopo il passo neve ventata, cioè bufera appunto.
Ma non ho visto crisi. Ne in me ne in altri.

Da un paio di giorni mi frullano in testa alcune parole di una canzone che
amo “c’è sole e luna dentro di me, c’è acqua e c’è fuoco…”.
E mi sento felice, anche se i pensieri si alternano, brutti e belli, di
fondo c’è la consapevolezza che dentro di me c’è la natura, la pace e la
speranza. E che la mia vita è dedicata a uno scopo importante: aiutare mio
figlio a crescere. Il cammino mi aiuta a non fare errori, non smetterò mai di ringraziare il cammino per questo.

Ringrazio anche personalmente Rodolfo Valentini e la gang della via di
Stade per i tre giorni, sono stati con noi e si sono presi cura di noi.
Luca Gianotti

La sensualità delle rocce (19 novembre)

Alberto Liberati è una guida che ama particolarmente rocce e sassi, al punto di vederne la sensualità. Ogni giorno condividerà la roccia del giorno, la roccia più sensuale.

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… e improvvisamente, dietro, in giardino, sassi che chiudono altri sassi …

Buona notte del 19 novembre

Rubrica a cura di Mauro Agliata

Luigi cade nei rovi,
Gigi scappa nel fango
Il cammino è cominciato.

Oggi, 19 novembre: buongiorno

Rubrica a cura di Mauro Agliata

foto Christian VillellaIl muschio e la pietra

All’alba di questo giorno del 1915, Joe Hill venne fucillato a Salt Lake City.
Questo agitatore straniero, che aveva cambiato due volte il nome e mille volte la professione e il domicilio, aveva creato le canzoni che accompagnavano gli scioperi operai negli Stati Uniti. Nell’ultima notte, chiese ai suoi compagni di non perdere tempo a piangerlo:

La mia ultima volontà è facile da dire,
perché non lascio eredità da dividere:
la mia libertà è tutto quel che resta.
Non cresce il muschio sulla pietre che rotola.

(Tratto da: “I figli dei giorni”, di Edoardo Galeano, ed. Sperling&Kupfer)

Venezia – Santa Sofia

di Luca Gianotti

Riparto da Venezia. Poco più di un anno fa, il 19 settembre 2012, entravamo trionfanti a Venezia dopo 9 giorni di cammino, eravamo partiti da Ferrara, passavamo con 4 asini nelle calli del centro storico sotto l’occhio stupitoLuca Gianotti dei turisti, per arrivare bagnati alla Conferenza Internazionale sulla decrescita, dove un mio documento di valorizzazione del camminare veniva letto ai delegati di tutto il mondo, il primo ad ascoltare era Serge Latouche sul palco. Bella soddisfazione. Riparto da quel cammino, 9 giorni (anche questi sono 9, numero perfetto per un cammino!) di pianura, argini di fiumi e di canali, contraddizioni di luoghi che combattono lo sviluppo e il suo deterioramento. Negli ultimi chilometri con Massimo Montanari, mio compagno di quella e altre avventure, nel fare il bilancio di fine cammino, già pensavamo a come proseguire l’esperienza sulla strada, e in quegli ultimi passi dentro Venezia nasce il seme di questo cammino. Ci dicemmo “Perchè non continuare organizzando una camminata all’anno per conoscere i camminatori, per farci conoscere, per incontrare l’Italia migliore?”. Eccoci qua. Senza troppa retorica, che al cammino non si addice. Il cammino non ha bisogno di costruzioni mentali, il cammino sa dare da solo le indicazioni. Come sarà questo viaggio? Continuità? Discontinuità? Vedremo. Ogni partenza è emozionante, anche per noi guide che partiamo dieci volte all’anno. Ma la prima consapevolezza è quella che camminare mi farà bene. Ho finito l’ultimo cammino, a Creta, esattamente un mese fa, e sento che il mio corpo chiede di camminare. Sono fortunato, posso accontentarlo. Ogni preparazione di zaino è apprensione, avrò preso tutto, avrò caricato l’equipaggiamento giusto? Poi in treno ci si comincia a rilassare, si è in viaggio. E adesso sono in treno, tra le montagne abruzzesi scendo verso Roma, si alza la nebbia mattutina e sul treno carico di pendolari si muore di caldo. Questo è il mio presente, viaggiatore in transito verso l’inizio di un cammino. Buon cammino a tutti noi!

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